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Sunday, October 31, 2010

Spazio, le case degli scienziati sardi pronte per la Luna e per Marte

Fonte: http://lanuovasardegna.gelocal.it

Si studiano in Sardegna i mattoni per le future case sulla Luna e su Marte. Positivi i primi test realizzati in assenza di gravità dai ricercatori dell'università di Cagliari. Gli esperimenti condotti hanno consentito di dimostrare che il processo per la produzione dei materiali da comporre su Luna e Marte non è influenzato dalla gravità ridotta e potrà essere sviluppato in vista di future missioni spaziali
di Roberto Paracchini
Unimmagine del pianeta rosso Un'immagine del pianeta rosso
CAGLIARI. Un nuovo passo avanti per il futuro «piano casa» sulla Luna e su Marte. La prova in assenza di gravità per la preparazione dei manufatti-mattoni da realizzare sui due pianeti - con un brevetto dell'università di Cagliari e dell'Agenzia spaziale italiana (Asi) - è andata a buon fine. L'ateneo del capoluogo ha partecipato alla quarantatreesima campagna di voli parabolici per effettuare esperimenti in assenza di gravità che si è svolta nell'aeroporto di Bordeaux.

I ricercatori dell'ateneo sardo sono stati a bordo delle missioni aeree (che avvengono realizzando in volo particolari parabole) che consentono di operare in assenza di gravità per una ventina di secondi. I risultati positivi dei test sono stati annunciati ieri da Giacomo Cao (docente nel dipartimento di Ingegneria chimica e materiali dell'università di Cagliari) nel corso di una conferenza stampa tenuta al Cnr di Roma.

«Gli esperimenti condotti - spiega Cao, coordinatore del progetto - hanno consentito di dimostrare che il processo per la produzione dei materiali da comporre su Luna e Marte non è influenzato dalla gravità ridotta e potrà essere sviluppato in vista di future missioni spaziali».

I marziani non fanno più paura e la Luna sembra a portata di fionda. La colonizzazione del satellite della Terra e del pianeta rosso è sempre più presente nei programmi delle agenzie spaziali internazionali (dalla Nasa ai Giapponesi). Da qui l'idea della ricerca su questi materiali, convalidata dal test accennato, iniziata nel 2009 con un finanziamento di 500mila euro e che ha coinvolto, oltre all'ateneo di Cagliari e all'Asi, anche il Cnr e il Crs4, e alcune società specializzate nell'esplorazione spaziale (come l'Esplora Srl e la SpaceLand Srl).

Una spedizione umana su Marte avrà bisogno di molte cose, ma anche di conoscenze per realizzare delle abitazioni in cui vivere. E difficile però pensare che sia possibile portarsi dalla Terra anche i mattoni o l'acciaio per costruire. Da qui l'idea di «creare una tecnica per realizzare i manufatti di base in loco, sulla Luna o su Marte - spiega Cao - per poi costruire le case». A questo punto il gruppo è partito dall'esame del terreno lunare e marziano (quella che noi chiamiamo terra, prende il nome di regolite) e di alcuni minerali di cui sono ricchi quei pianeti: sulla Luna di ilmenite e su Marte di ossidi di ferro. Ed è lavorando su questi elementi che il gruppo ha inventato una tecnica che, attraverso interventi di arricchimento della regolite con l'ilmenite da un lato e con l'ossido di ferro dall'altro, permette di creare un qualcosa che assomiglia molto a dei mattoncini. Più la tecnica per montare questi manufatti. Nel pianeta degli innamorati, però, l'atmosfera è pressochè inesistente, mentre su quello del Dio della guerra il 98% è composta da anidride carbonica. Da qui un altro studio per predisporre l'utilizzo di questi materiali «in quelle condizioni». Ora i primi esperimenti in assenza di gravità hanno dimostrato che il progetto è realizzabile. I prossimi passi vedranno la realizzazione dei manufatti-mattoncini nel volo sub orbitale e nella stazione spaziale internazionale.

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