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Sunday, July 29, 2012

DARPA dà nuova vita ai satelliti zombie



Alien incontra “La moglie di Frankenstein” e “La notte dei morti viventi”? Sembra un possibile film horror o fantascientifico, ma l’Agenzia per i progetti di ricerca avanzata per la difesa (DARPA) – l’inventrice di internet – ha deciso di raccogliere i component dei satelliti “zombie” non più funzionanti per costruire nuovi strumenti nello spazio. Il tutto eseguito a distanza attraverso un braccio meccanico.

L’agenzia americana vorrebbe compiere la prima missione chiave di quello che viene denominato “il Programma Phoenix” (fenice, come l’uccello mitologico che rinasce dalle proprie ceneri) installato e funzionante entro il 2015. Gli esperti della DARPA recentemente hanno annunciato che alcune società private insieme al laboratorio Jet Propulsion della Nasa hanno vinto un contratto condiviso dal valore di 36 milioni di dollari per aiutare e sviluppare le tecnologie necessarie per assemblare nuovi satelliti da quelli vecchi e ormai “morti”.

Questo progetto dovrebbe raccogliere le parti ancora funzionanti come antenne e pannelli solari satellitari che altrimenti sarebbero fuori uso, ma sono ancora in un’orbita geosincrona che si trova a circa 35,000 chilometri sopra la superficie terrestre ed è potenzialmente utilizzabile da satelliti artificiali. La DARPA prevede lo spostamento, il recupero ed il riuso, il tutto roboticamente, di queste parti dei satelliti decommissionati per lo sviluppo di una nuova classe di piccoli Satlets, simili ai nanosatelliti o nanosat che potrebbero passare accanto agli altri satelliti commerciali.

I satlets sarebbero in grado di attaccarsi all’antenna o al pannello solare di un satellite non funzionante e poi toglie la parte e la sposta a una diversa orbita dove una navicella spaziale che dà assistenza ai satelliti sta aspettando di operare roboticamente e di costruire un nuovo satellite mentre è ancora in orbita. Il satellite al servizio sarà equipaggiato con le braccia meccaniche per rimuovere i satlets e i componenti. Questi strumenti spaziali eccezionali sono tutto quello che serve per questo programma. Le braccie robotiche e gli strumenti di gancio saranno controllati a distanza dalla Terra. Questi pezzi, poi, saranno riconfigurati dentro un nuovo sistema spaziale in volo libero, operando indipendentemente per dimostrare il concetto del riuso spaziale.

“Oggi, quando un satellite per le telecomunicazioni fallisce, di solito significa una prospettiva costosa per arrivare a lanciarne un altro”, riferisce il sito del Programma Phoenix.“Uno scopo del programma Phoenix è lo sviluppo delle nuove tecnologie per raccogliere cooperativamente e riutilizzare i componenti preziosi ottenuti dai satelliti non funzionanti e ritirati che si trovano in orbita GEO e per dimostrare la capacità di creare nuovi sistemi spaziali con costi fortemente ridotti.”

Fonte: http://gaianews.it

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