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Thursday, January 3, 2013

Astronomia: mappati giganteschi geyser spaziali nel cuore della galassia

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Ricercatori in Australia hanno mappato giganteschi fasci di gas e di particelle cariche di energia, visibili dalla Terra, che sgorgano dal cuore della galassia a una velocita’ stimata di 1000 km al secondo. E hanno scoperto che i cosiddetti ‘geyser spaziali’ sono generati da stelle nascenti e non da un buco nero al centro della galassia, come finora ipotizzato. Ha osservato il fenomeno dal telescopio di Parkes, nell’entroterra di Sydney, una squadra di astronomi guidata da Ettore Carretti, Senior Systems Scientist dell’ente australiano di ricerca Csiro, con alle spalle sette anni all’Istituto di astrofisica spaziale del Cnr. Alla ricerca, descritta sulla rivista Nature, hanno partecipato anche altri due italiani, Gianni Bernardi che lavora presso l’Harvard-Smithsonian Centre for Astrophysics, e Sergio Poppi dell’Osservatorio astronomico di Cagliari. Circa meta’ di tutte le formazioni di stelle nella nostra galassia avviene nel suo centro o nelle sue vicinanze, spiega Carretti. ”Questi flussi si estendono per 50 mila anni luce, circa meta’ del diametro della galassia e contengono una quantita’ straordinaria di energia, circa un milione di volte l’energia di una stella che esplode”. Visti dalla Terra, spaziano per circa due terzi attraverso il cielo, da un orizzonte all’altro. Ma non c’e’ da temere: non vengono nella nostra direzione, ma sono emessi verso l’alto e verso il basso rispetto al piano galattico. ”Noi siamo a 30 mila anni luce di distanza dal centro della galassia, non sono un pericolo per la Terra e per il sistema solare”, assicura Carretti. I getti sembrano essere stati generati da diverse generazioni di stelle formatesi nel centro galattico nel corso degli ultimi 100 milioni di anni. Le particelle brillano di onde radio, piuttosto che di luce visibile, e mappare i ‘geyser spaziali’ e’ stato possibile solo ora grazie al telescopio di Parkes, calibrato nella giusta frequenza, di 2,3 GHz.

Fonte:  http://www.meteoweb.eu

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