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Wednesday, January 16, 2013

Decolla il drone della Nasa contro la febbre della Terra

Oggi la prima missione: “Vapore acqueo e ozono protagonisti
del riscaldamento globale”
 
Gabriele Beccaria



«Global Hawk» decollerà oggi per la prima volta. «Griffato» Nasa, si arrampicherà fino a 15 mila metri d’altezza e per 30 ore farà funzionare a tutto regime 11 strumenti per analizzare nuvole, gas e temperature, in un habitat straordinariamente vicino a noi, eppure straordinariamente sconosciuto. Obiettivo: capire qualcosa di più dei meccanismi che stanno riscaldando e alterando la Terra e inducono quella febbre che crea disastri a catena. Ferendo la natura e facendo sempre più male all’uomo.

Di riscaldamento globale - ormai si sa - si muore. Mentre Pechino è prigioniera della più estesa nuvola nera di sempre, un concentrato di veleni che ha sforato tutti i possibili parametri, si cominciano a stilare macabre contabilità e anche futuribili contromisure. Decine di milioni di persone - è stato calcolato - potrebbero essere risparmiate da siccità e inondazioni nei prossimi decenni se la lotta all’effetto serra metterà in campo iniziative concrete entro tre anni. Altrimenti si prevede una catastrofe globale per il 2050, sostiene l’ultimo studio sul tema, quello dell’Università britannica di Reading, pubblicato su «Nature Climate Change». E dopo i ripetuti fallimenti delle trattative internazionali a impegnarsi è il neoeletto Barack Obama. Se il 2012 sarà ricordato come l’anno più caldo di sempre e negli Stati Uniti è stato segnato dallo schiaffo di Sandy, il primo uragano della storia ad aver mandato in blackout New York e parte del New Jersey, il Presidente riscopre la vocazione «green» che l’aveva lanciato verso la Casa Bianca quattro anni fa e dal suo staff è filtrata l’indiscrezione che «sta seriamente considerando un vertice sull’emergenza climatica». L’annuncio potrebbe arrivare a breve, in vista del Discorso sullo Stato dell’Unione, il tradizionale appuntamento davanti al Congresso.

È questo l’intreccio disorientante di notizie, allarmi e promesse ed ecco perché la Nasa non poteva scegliere momento migliore per lanciare il drone. Invece di fare la guerra ai talebani, dovrà fare breccia in ancora vaste aree di mistero. Alcune, fondamentali, riguardano i contenuti di vapore acqueo e le concentrazioni di ozono e le loro interazioni nella stratosfera, vale a dire il secondo strato in cui è tradizionalmente divisa l’atmosfera e che si estende tra i 15 e i 50 km d’altezza: la missione Attrex (acronimo di Airborne tropical tropopause experiment) esplorerà i cieli irrequieti che sovrastano il Pacifico tropicale e analizzerà le reazioni chimiche al confine tra stratosfera e troposfera sottostante, cioè il guscio d’aria che ci sigilla: nota come tropopausa, è questa sottile striscia l’habitat dove molti «ingredienti» base di ciò che respiriamo si uniscono, si scontrano e reagiscono, condizionando le variazioni climatiche del Pianeta.

Partendo dalla base di Edwards in California, «Global Hawk» si intrufolerà proprio là, con una serie di spedizioni fino al 2014, e raccoglierà dati su dati sui processi che fanno dell’ozono un elemento bifronte - temibile gas serra alle quote più basse e benevolo schermo protettivo contro le radiazioni UV alle quote più alte - e del vapore acqueo il fattore scatenante di quelle metamorfosi. «Disporremo finalmente di misurazioni accurate», ha dichiarato il responsabile del progetto, Eric Jensen, aggiungendo che è stato scelto questo periodo per le caratteristiche fredde e particolarmente secche e, quindi, più interessante da indagare.
L’anno prossimo altri voli verranno realizzati sopra l’Australia e Guam e - spiegano i ricercatori dell’Ames Center della Nasa - per allora si avrà qualche arma in più contro l’effetto serra.

Fonte: http://lastampa.it

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