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Monday, January 7, 2013

Nel 2013 la mia casa sarà la Stazione spaziale

Luca Parmitano passerà sei mesi a bordo del laboratorio in orbita. Ecco le sue previsioni su un anno davvero spaziale. Le altre le trovate su Wired in edicola

 Luca Parmitano

In un momento in cui si parla di ridurre la spesa pubblica, chiedere investimenti in ricerca pura può sembrare controcorrente. Eppure anche il 2013 è un anno di grandi obiettivi per lo Spazio, proseguendo un periodo di innovazioni e record che dura ormai da oltre un decennio. Sono tante le piccole aziende tecnologiche che vogliono mettersi in gioco e lo Spazio è uno dei laboratori più interessanti per la ricerca.

In orbita un oggetto viene esposto alla luce diretta del Sole e poi al buio assoluto e attraversa temperature che variano da 150 gradi a -180 gradi, nell’arco di 90 minuti. È un test ideale per un’azienda che vuole studiare un nuovo materiale con cui costruire satelliti più longevi e resistenti. Inoltre, grazie al rigoroso lavoro di agenzie come Nasa ed Esa, oggi è possibile sviluppare un mercato spaziale aperto ai privati condividendo tecnologia ed esperienza. Quest’anno, infatti, vedremo il primo lancio di un nuovo vettore da trasporto merci, il Cygnus dell’azienda Orbital. Assieme al Dragon, dell’azienda privata SpaceX, già attivo dal 2012, i due vettori potrebbero aprire le porte al trasporto spaziale a basso costo di merci o di materiali sperimentali.

La mia speranza è che la liberalizzazione del trasporto nello Spazio porterà grandi benefici tecnologici, non soltanto per le imprese del settore, ma anche in altri campi, come quello delle telecomunicazioni. Pensiamo alle centinaia di antenne installate sulle nostre montagne che potremmo sostituire con un satellite che non ha bisogno di manutenzione per decine di anni, riducendo così in modo significativo l’impatto ambientale e i costi. La tecnologia spaziale, insomma, può migliorare la vita di tutti. Grazie alle agenzie spaziali, il Cosmo è popolato da missioni che guardano all’Universo, alla tutela dell’ambiente, allo studio dei cambiamenti climatici e alla vita dell’uomo nello Spazio.

In tutto ciò l’ Agenzia spaziale italiana (Asi) ha un ruolo di rilievo: il 2013 vede la sua prima missione di lunga durata a bordo della Stazione spaziale internazionale, una spedizione di sei mesi da maggio a novembre. Ci sarò anch’io. Le potenzialità che il nuovo anno porta alla ricerca spaziale, insomma, sono enormi. Siamo come i Vichinghi che sono arrivati per caso in America e neanche lo sapevano. È il momento di spingersi più in là.

Luca Parmitano è pilota militare, collaudatore di velivoli e, dal 2009, astronauta dell’Esa

Testo raccolto da Denis Rizzoli

Fonte: http://daily.wired.it

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