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Tuesday, February 26, 2013

Mercurio potrebbe aver ospitato un antico oceano di magma

Attraverso l’analisi della superficie di Mercurio gli scienziati raccolgono indizi sulla storia del pianeta. Ora, grazie ai dati proveniente dalla sonda Messenger, gli scienziati del MIT sono arrivati ad ipotizzare che Mercurio potrebbe aver ospitato un grande oceano di magma all’inizio della sua storia, poco dopo la sua formazione, circa 4,5 miliardi di anni fa

Mercurio fotografato dalla sonda MESSENGER
Mercurio fotografato dalla sonda MESSENGER

I dati arrivano dalla sonda MESSENGER che orbita attorno al pianeta dal mazio 2011. La ricerca è iniziata nel momento in cui dalle analisi condotte attraverso i raggi x della sonda, risultavano due composizioni distinte di rocce sulla superficie del pianeta. Per questo gli scienziati si son postila domanda sulla causa della composizione.
Conducendo degli esperimenti in laboratorio ricreando sinteticamente i due tipi di roccia, gli scienziati hanno potuto concludere che una stratificiazione del genere sarebbe potuta accadere con la presenza diun oceano di magma che ha creato due dversi strati di cristalli solidificati.
“La cosa che è veramente sorprendente su Mercurio è che questo non è accaduto ieri”, ha spiegato Timothy Grove, un professore di geologia al MIT. “La crosta ha probabilmente più di 4 miliardi di anni, perciò questo oceano di magma è una caratteristica molto antica.”
La ricerca è stata pubblicata su Earth and Planetary Science Letters.
La sonda Messenger è entrata nell’orbita di Mercurio nel corso di un periodo di intensa attività di eruzioni solari: Mercurio è il pianeta più interno del sistema solare. Le rocce sulla sua superficie riflettono uno spettro intenso fluorescente che gli scienziati possono misurare con spettrometri a raggi X per determinare la composizione chimica dei materiali di superficie.
Grove ha scoperto che le due composizioni erano troppo diverse per provenire dalla stessa regione, e invece possono provenire da due regioni distinte all’interno del pianeta. Il metodo più semplice per spiegare la creazione di queste due regioni distinte, spiega Grove, è un oceano di magma di grandi dimensioni, che nel tempo probabilmente ha formato diverse composizioni di cristalli.
Grove stima che questo oceano di magma probabilmente esisteva già molto presto nella storia di Mercurio – quando il pianeta aveva da 1 a 10 milioni di anni – e potrebbe essere stato creato dai processi violenti che hanno formato il pianeta. Con la condensazione della nebulosa solare si sono aggregati pianeti più grandi e più piccoli. Un tale processo di collisione e di accrescimento avrebbe potuto produrre energia sufficiente a sciogliere completamente il pianeta – uno scenario che renderebbe possibile la presenza di un oceano di magma.
“L’acquisizione di dati da parte di veicoli spaziali devono essere combinati con esperimenti di laboratorio”, hanno spiegato gli esperti. “Anche se questi dati sono importanti di per sé, gli studi sperimentali su queste composizioni consentono agli scienziati di passare al livello dell’interpretazione dell’evoluzione planetaria.”

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